..... É difficile capire anche per me che l´ho vissuto,a volte mi sembra solo un sogno se non fosse che quella luce l´avrei rivista,ma rimangono tante domande su quel luogo,di certo rimane solo il rumore di ferraglia che mi sveglia di soprassalto qualche notte e che la vita ha un´altro colore ,piú roseo.
Devo ringraziare i medici che mi hanno curato e sopratutto la mia grande volontá di farcela, di questo parlo sempre a chi stá male
" voi siete i primi medici di voi stessi " perché la diagnosi dei dottori per il mio futuro, era una sedia a rotelle e un´operazione all´occhio DX per recuperare un pó di vista e recuperare lo strabismo.
Non nego le immense difficoltá,il dolore e lo sconforto,ma ce la si puó fare , io a Luglio compio 45 anni e sono cosí -

questa foto é stata scttata una settimana fá al compleanno di un´amico; cosa devo ringraziare, la fortuna?
....... fino a che mi fermai,nessun urto ,mi sentivo come sospeso a mezz´aria,tanti ricordi che mi affollavano la mente sembrava che stavo facendo un resoconto della mia vita, tutto il bello, il triste, le ingiustizie fatte e ricevute,le bugie e le veritá, erano momenti piuttosto angoscianti.
Poi cominciai a vedere qualcosa attorno a me e un senso di pace,di benessere mi saliva , sembrava di essere in una enorme grotta poco illuminata e piena di gente che non conoscevo e a parte alcuni seduti ai bordi della grotta che sembrava piangessero,tutti gli altri erano contenti,non camminavano sembravano come trasportati da una scala mobile,solo dirigendo lo sguardo verso la loro meta,mi accorsi che alla fine della grotta vi era una luce bianca,di un bianco mai visto prima e solo a guardarla trasmetteva una serenitá immensa,niente caldo,freddo e male,solo pace e serenita´.
Ero molto combattuto perché avevo una gran voglia di andare verso quella luce,ma il ricordo di chi lasciavo dietro di me mi bloccava,solo allora mi si avvicino una persona e mi meravigliai,era il suocero di mia zia morto qualche mese prima,mi sorrise come il suo solito e mi slutó dicendo "non ora,ma ci rivedremo salutami tutti " a quel punto sentii come una scossa elettrica aprii gli occhi e mi vidi in una stanza d´ospedale con tanti macchinari attorno, ero piuttosto scombussolato,solo il sorriso della mia ex moglie mi fece rendere conto che non dormivo.
Ricordo che mi chiese se la riconoscevo,piuttosto allibito feci cenno di si con la testa,ma non capivo il senso della domanda,ma non sapevo che erano passati 20 giorni,solo i tubi che avevo nel naso,nella bocca e i fili appiccicati in tutto il corpo,mi fecero rendere conto che qualcosa non era andata per il verso giusto.............................................
Io dell´incidente non ricordo praticamente nulla,ho nella mente il rumore di lamiere che si accartocciano,una moto fuori giri e un dolore forte alle gambe e alla testa,ricordo di aver visto i visi delle mie bambine, di quando nascevano e poi il buio. Dopo un pó ricordo una fitta al tallone DX apriii gli occhi e vidi un´infermiera che mi disse qualcosa che non ricordo perché sprofondai un´altra volta nel buio.
Sentivo le vocine di mie figlie chiamarmi,pensavo di sognare,aprii gli occhi e me le trovai lí davanti. Pian piano mi rendevo conto dell´accaduto,anche se in memoria avevo solo piccoli frammenti.
La parte piú triste era spiegare alle piccole che papá quella sera non le avrebbe coccolate prima del loro riposo notturno,qualche bacio,qualche lacrima e guardavo tristemente che uscivano dalla stanza dell´ospedale,quindi tornai a dormire,o almeno ci provai,ricordo che ad un certo punto cominció a mancarmi il respiro,affannavo e sentivo gusto di sangue in bocca,suonai il campanello e poi ancora quel buio,colorato solo da tanti ricordi,tutti quelli importanti della mia vita,erano momenti piuttosto angoscianti.
Ad un certo punto,pensavo di sognare,dall´alto vedevo dottori che cercavano di rianimare una persona,solo dopo pochi istanti mi resi conto che ero io,non ci capivo nulla, li vedevo trasportarmi verso un´ascensore, vedevo mia moglie piangere,mio fratello che le parlava e il comandante della polizia,era tutto cosí strano irreale poi quando le porte dell´ascensore si chiusero mi sembrava di scivolare in una vasca d´acqua, mi sentivo sommerso d´acqua, poi come una scossa elettrica e cominciai a cadere.
La sensazione di vuoto (se chiudete gli occhi e vi lasciate cadere sul letto capirete quella sensazione) buio totale e continuavo a cadere qualche immagine delle persone amate ,buio e cadevo sino a che....................
............. ma la mattina successiva alle 07 del mattino,accompagnata da mio fratello,non mi trovava nel letto ad aspettare gli infermieri che dovevano accompagnarmi a fare la tak , cerano il Comandante del Compartimento Polizia Stradale,il mio Comandante del Distaccamento e macchie di sangue sul cuscino dove dormivo.
Mi pare ovvio che il quadro non era dei migliori,sopratutto quando si é sentita dire " ci sono state delle complicazioni,ora gli stanno giá facendo la tak,ma non si allarmi " ,come si usa dire LE ULTIME PAROLE FAMOSE.
La allora moglie e i due comandanti attendevano al di fuori della porta ove si svolgevano le tak e ad un certo punto esce una barella con 3 infermieri 2 conducevano la barella (di gran fretta) e uno teneva la bombola dell´ossigeno e quello disteso nella suddetta ero io,dopo pochi minuti esce il primario,fá sedere la mia ex signora ,vedendola ovviamente preoccupata ,ed inizia con "signori purtroppo ci sono delle complicazioni il sig.Trevisan alle ore 07,30 é entrato in coma causata da una embolia polmonare" quella barella mi stava conducendo in sala rianimazione e mi avrebbero successivamente attaccato al cosi detto polmone d´acciaio perché da solo non riuscivo a respirare.
A quel punto la mia signora chiese se e quanto fosse grave la situazione ,la risposta non fú degna di un primario "signora suo marito ha 2 gambe e un braccio rotto,un ematoma in testa e potrebbe non arrivare a domani,faccia lei" immaginate una donna con 2 figlie piccole come poteva reagire a queste parole.
Io non ricordo nulla della tak ,i miei ricordi e la mia esperienza é la seguente...........................................
La telefonata che nessuno vorrebbe ricevere! Facevo servizio alla Polizia Stradale e quel mattino parto alle 06,00 per andare in servizio, orario del servizio 06,50 - fine scorta a carico eccezionale.
Nulla di nuovo,sai quando inizi ,ma non quando finisci.la scorta,nonostante un freddo pungente e la nebbia a tratti della val padana, si deve fare in MOTO.
Inizia il servizio,controllo dei documenti del trasporto e via 170 Km alla velocitá massima di 30Km/h,con un camion lungo 18metri;tutto tranquillo sino a quasi destinazione,facciamo sostare il mezzo per andare a controllare l´entrata del cantiere,ma ........................................ Ore 12,30 all´allora casa mia suona il telefono "Signora Trevisan, sono il Comandante della Polizia Stradale di ::::::::::::::::: sono spiacente di comunicarle che suo marito ha subito un incidente,ma non si preoccupi nulla di grave.
Parole a cui nessuno crede,mi raggiunge all´Ospedale di .................. e mi trova con la diagnosi di "frattura scomposta di tibia e perone gamba DX - frattura del 3°e 4° metatarso piede SX - frattura del radio braccio SX e trauma cranico. Signora non si preoccupi domani facciamo la TAK e poi lo invieremo all´ospedale della sua cittá.
Mi ricordo le lacrime delle figlie una di 1anno e una di 4 "papá perché non vieni a casa con noi? cosa ti é successo? "
IL brutto é che dell´incidente non ricordo assolutamente nulla,mi hanno riferito che un´auto non mi ha visto e mi ha investito sulla fiancata DX della moto e dopo 10 metri in scivolata ho cozzato contro il palo in cemento che sostengono i cavi dell´ENEL.
La allora moglie mi dice " ti metto quí un succo e le cose per lavarti ,oltre a qualche indumento intimo" quindi finito l´orario di visita siamo rimasti con l´accordo che l´indomani sarebbe arrivata in mattinata per la risposta della TAK .
Bacini bacetti ciao a domani.
Ore 07,00 lei arriva all´ospedale ma..............................................................................................
Oggi ho fatto visita ad una azienda vinicola in Repubblica Ceca in un paesino del sud Moravia.

All´arrivo mi sono meravigliato per la cura e la bellezza della zona e dell´azienda.
L´accoglienza é stata delle migliori,tra l´altro il titolare, venuto a sapere che io sono Veneto ed essendo lui amante del Gambellara D.O.P. , il gioco é stato fatto.
Ci ha accompagnato in visita al vigneto e poi .......
cantina .

Vi giuro che il vino era ottimo, nulla da invidiare a quello italiano,ma il problema era ritornare all´auto .............................. (per fortuna l´autista era astemio) la scalinata in discesa é stata OK ma rifarla in salita con gli scalini che sembrano muoversi...............................!!


Certo che per noi é normale,ma visti dagli stranieri ,molti nostri modi di dire sono pressoché assurdi o poco comprensibili.
Esempi che mi vengono in mente "
Per poco non sono caduto, allora sei caduto!
Vieni qui va lá, ma devo venire lí o andare la?
Siediti qui che ti tiri su, cioé mi siedo in un´ascensore?
Vieni dentro che ti scaldi fuori, ossia?
Vai piano in macchina,ma fai presto, come si fá?
Non rompere le scatole, quali scatole che non ci sono?
Parla come mangi, ovvero mastico le parole?
Quanti ve né sono e se ci pensiamo bene,sono effettivamente incomprensibili
Come successe in Italia,ora si scontrano i Cechi con le problematiche delle quote latte!!

I contadini protestano,sopratutto contro la vicina Germania che fá da padrona e spargono latte (non venduto) sul piazzale delle Cooperative,in segno di protesta.
Cominciamo con i primi problemi,dopo l´entrata nella Comunitá Europea,con gli obblighi e doveri.
Di certo non tira aria buona,per i contadini che prima hanno dovuto spendere per aggiornare e rimodernare le fattorie e poi si vedono chiudere i rubinetti !!